La settimana-tipo di chi ti sta accanto

La domenica, da qualche anno in qua, per me inizia di lunedì.
Con il telefono che squilla, e la voce del mio ragazzo che, timidamente, tra una frase e l’altra ci infila in mezzo un “amore.. stasera c’è il posticipo.. te l’avevo detto?”.
Martedì. Giorno sfigato, lo hai già messo in conto. Costi quel che costi, c’è la Champions. Può venire giù il mondo, ma la Champions è sacra.
E allora ti armi di tutta la pazienza che hai, tu. In fondo la settimana è iniziata solo da due giorni, e ce ne sono ancora cinque avanti.
Fino a quando non scopri, il giorno dopo, che sei di nuovo al punto di prima: perché è mercoledì, ma il programma è lo stesso del giorno precedente: c’è da tifare contro l’Inter, non si può uscire di casa.
Giovedì. Giornata di Europa League. Che anche se la Vecchia Signora è uscita da un pezzo, il tuo ragazzo resta il solito cretino di sempre, e se ne rimane incollato lì, a un monitor da venti pollici di vecchia generazione, chiamandoti ogni cinque minuti per dirti che sì, la Juve ha fatto schifo.. “ma delle altre ne vogliamo parlare?”
Venerdì. E siamo all’anticipo. Anzi, all’anticipo dell’anticipo, per essere precisi.
E se non c’è l’anticipo.. sta pur sicura che gioca la squadra del paese, che sì, milita nella seconda categoria, ma che per spirito patriottico non puoi non seguire. In fondo è come se giocasse la nazionale.
E finalmente il sabato! Arrivi a casa del tuo fidanzato alle 6, e inizi a spingere per andare al centro commerciale.. Alle 8 meno dieci, lui è ancora in mutande, urlando a Del Neri di far entrare Del Piero.
Alle 21, finalmente, sei a tavola.
Hai la tua bella margherita col prosciutto avanti, le patatine sulla destra, e il bicchiere di Coca sulla sinistra. I tuoi sette chakra sembrano essere tornati tutti al loro originale equilibrio, e perfino la cameriera sembra gentile.
Tutto gira per il verso giusto, insomma, quando alle tue spalle, di colpo, si accende il video-proiettore, e tutto il ristorante scoppia in un boato al goal di testa di Hamsik.
Un “ce l’hooooooooooooooo” urlato con un tono di voce che ti fa credere che in sala ci sia Pavarotti, ti fa dubitare del fatto del se ti abbia detto la verità sul suo mestiere, perché a te sembra più tagliato per la lirica che per il pc, visti gli acuti che ti lancia contro.
E quando alle 23 sei più nera dell’Africa Nera, e minacci di lasciarlo.. Ecco che spegne la radio sui commenti post-partita e, candido, ti dice: “Amore.. Domani ti porto all’IKEA”.
La domenica mattina, alle 11.30, sei già sulla via del ritorno. Sei riuscita a malapena a comprare un servizio da sei, perchè passare il tempo chiusi in un negozio “è snervante”. E corri a 180 sull’autostrada, incurante di tutti gli autovelox, perché alle 12.30 c’è la partita.
Passi il pranzo a sentire un tg che parla di sciopero dei calciatori, per motivi contrattuali.
E pensi che quello che guadagnano in un mese loro, tu non lo guadagnerai neanche sommando 10 Win for Life e un paio di sei al superenalotto.
Provi a esternare questo pensiero tre volte. Ti viene risposto, nell’ordine:
“Scusa.. zitta un attimo che non ho capito..”
“Che ora è? E’ iniziata la partita?”
“Io a Ibra non ce l’ho messo.. Ho fatto bene secondo te?”
Alle 3 maledici tutti i calciatori di tutte le serie di tutti i tempi, perché fuori c’è il sole. Gli uccellini cantano nel cielo, i negozi sono aperti per gli acquisti pre-natalizi, ma il tuo problema più grande è confidare che segni Cavani e sperare, al suo goal, che si vada a festeggiare facendo una passeggiata all’aria aperta, come usano fare tutti i comuni mortali la domenica pomeriggio.
Te ne vai a dormire alle 10, mezz’ora prima della fine dell’ultima partita della giornata.
Non hai concluso niente, e il tuo servizio da sei di IKEA manca delle coppette da gelato.
Nella fretta di tornare a casa, evidentemente, non le hai prese.
Cavani alla fine ha fatto goal. Ma non è cambiato niente, perché un goal solo non basta. Ce ne vogliono di più, molti di più, per vincere il premio finale.
Ci hai mai pensato, poi, che il premio ce l’hai già a casa da tre anni, anche se non ha quattro ruote e un clacson, ma solo una grande, grandissima, infinita pazienza?
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~ di cacaoamaro su 23 febbraio 2011.

2 Risposte to “La settimana-tipo di chi ti sta accanto”

  1. Sai mi è sembrato proprio un FlashBack della mia settimana….l’unica cosa che manca è “mettere giù” la formazione del Fantacalcio il Sabato mattina!!! Quanta pazienza dobbiamo avere!!!
    Tanti Bacioni

  2. OH MY GOD!!!!
    quanto sono fortunataaaaaaaaaaaaaa o.O

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