Appunti d’arredo
Casa dell’Architetto somiglia tanto a quelle case che se ne vedono solo sulle riviste.
Niente eccessi, niente ammenniccoli sparsi qua e là. Solo vuoti, a rimpire quell’ambiente pieno di aria pulita, che come ci entri ti verrebbe voglia di non uscirne più.
Un quadro rosso, lungo più o meno un paio di metri, se ne sta in bella vista sopra al divano. Mi incanto a guardaro, in silenzio, e penso che se potessi lo ruberei, senza rancori.
Casa dell’Architetto somiglia tanto a quelle case che se ne vedono solo sulle riviste. Unico neo, in quello spazio maledettamente perfetto, sua moglie e i suoi duecento chili, che si trascina lentamente da una stanza all’altra. (Che anche la perfezione, abbia sempre la sua nota stonata?)
Passo la mattinata a spostare idealmente un divano che non esiste. Riflettere sul fatto del se sia meglio tagliare carote sotto la finestra, o vicino a una parete di cartongesso, impressa solo in un progetto.
Non creo stanze, creo movimenti, dice deciso lui, d’un tratto.
E per un attimo, breve come il rintocco delle campane di San Lorenzo che si inceppano dopo il primo don, la testa si svuota di tutto. Niente più letti matrimoniali, camini a pellet, e asciugamani da comprare. Niente più piastrelle da scegliere, tappeti da guardare, spazi da riempire.
Solo una frase, di qualche anno prima, sussurrata contro di te che arredavi la tua casa per quel bambino in arrivo, che né tu, nè lei volevate.
(Tra l’altro.. Non è un giocattolo un bambino, te l’ho mai detto?)
Solo quella frase, nella mia mente, bisbigliata quel 10 di Febbraio, a uno studente in architettura, tanto estroso quanto incapace di vivere in quel mondo che gli stava troppo stretto.
Devi proprio riempire un appartamento, per non sentirti vuoto?
Le riviste dell’Architetto, ingombrano la Yaris come non mai. Come compiti a casa, devo mettere dei post-it rosa sulle pagine che mi piacciono.
Parcheggio la macchina davanti alla cartoleria, e scendo lentamente, portafogli alla mano.
Probabilmente non ti sarai mai laureato. Come architetto, lo so, non devi aver fatto tanto successo. Spero che come padre, poi, sia andata meglio.
Dei post-it rosa, per favore.

Fantastico….era ora che scrivessi qualcosa!…vengo tutti i giorni a vedere se lo fai, te l’ho già detto, no?…..Scrivi di forma stupefacente!….semplicemente, geniale!
Finalmente!!!!! Ogni giorno passo di qua sperando di trovare qualcosa di nuovo…. mamma mia scrivi da Dio…. Bravissima!!!
Sabrina
Bella mia…. mi accodo alle altre… l’ultimo post mi aveva lasciato un amaro in boca che neanche tutta la cioccolata del mondo avrebbe levato via!!! Siamo sulla buona strada, Eli????
vengo a tirarti le orecchie?
un bacio,
Antonella
PS: